DOMENICA 31 AGOSTO 2026

XXII^ DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

VANGELO DELLA DOMENICA(Matteo 16,21-27)

In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: “Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai”. Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: “Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!”. Allora Gesù disse ai suoi discepoli: “Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita? Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni”

COMMENTO AL VANGELO Il Vangelo di domenica scorsa si era concluso con l’invito (meglio forse parlare di comando) di Gesù ai discepoli di non dire niente a proposito della sua identità riconosciuta da Pietro. Qualcuno potrebbe essersi chiesto il perché di questo divieto, dal momento che Gesù aveva addirittura lodato Simon Pietro per quanto aveva affermato. Ecco che nel Vangelo odierno scopriamo il motivo dell’ordine dato da Gesù: è vero che Simon Pietro ha affermato la vera identità di Gesù – Cristo e Figlio di Dio – ma è altrettanto vero che i discepoli non hanno assolutamente compreso in che modo Gesù vivrà il suo essere Cristo (Messia) e Figlio di Dio. Gli apostoli (e chi avrebbe pensato diversamente?) avevano in mente un Messia forte, potente, condottiero e combattivo; a maggior ragione l’idea di potenza ben si coniugava con il suo essere Figlio di Dio. La strada tracciata da Gesù e che lui stesso sta per percorrere è invece un’altra: passa attraverso il dono di sé, passa attraverso la croce; ed è proprio questo che scandalizza i discepoli e fa manifestare a Pietro il disappunto. Nette sono le parole di Gesù, che chiama “Satana”, cioè oppositore, quello stesso discepolo che poco prima aveva definito “beato” per la sua professione di fede. Con un imperativo forte lo rimette al suo posto di discepolo, dietro al Maestro, e definisce scandaloso, cioè motivo di inciampo il suo modo di pensare secondo la logica umana. Gesù manifesterà il suo essere Messia e Figlio di Dio donando la sua vita. Allo stesso modo Gesù chiede ai discepoli, e oggi a noi, di avere il coraggio di perdere la nostra vita, di spenderla, di consumarla per qualcosa che vale davvero. Torniamo anche noi al nostro posto di discepoli e rimettiamoci in cammino dietro al Maestro, sulla suastrada!

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