DOMENICA 15 FEBBRAIO 2026

VI^ DEL TEMPO ORDINARIO

VANGELO DELLA DOMENICA

(Matteo 5,17-37; forma breve 5,20-22a.27-28.33-34a.37)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Io vi dico infatti: se la vostragiustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regnodei cieli.Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovràessere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il propriofratello dovrà essere sottoposto al giudizio.Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico:chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio conlei nel proprio cuore.Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, maadempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto.Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno”.

COMMENTO AL VANGELO

Concludiamo oggi il primo tratto di cammino ordinario, affacciandoci – a partire da mercoledì prossimo, conla celebrazione delle ceneri – sul tempo forte della Quaresima. In queste ultime tre domeniche Gesù, nel vangelo, ci offre alcune coordinate fondamentali su cui verificarci e a partire dalle quali impostare un cammino di conversione per essere discepoli sempre più autentici. Ci ha indicato, nelle beatitudini, lo stile del discepolo, ce ne ha tracciato, per così dire, l’identikit; ci ha detto esplicitamente che il discepolo è sale della terra e luce del mondo; oggi infine ci dice come essere sale e luce del mondo e ci invita a chiederci: qual è il ruolo del cristiano nel mondo? La risposta ce la dà Gesù stesso, chiedendoci di verificarci in merito all’osservanza della Legge. «Avete inteso che fu detto…ma io vi dico» (anche se forse sarebbe più corretto tradurre “ebbene io vi dico”, senza dare troppa enfasi all’avversativa, che sa appunto di opposizione). Gesù non è venuto ad abrogare la Legge antica. Tutt’altro! È venuto a darle pieno compimento, piena comprensione. Ci mette in guardia daun’osservanza formale dei comandamenti, chiedendoci di superare una visione puramente legalistica. Darecompimento, per Gesù significa riportare la Legge all’antico splendore e all’intenzione originaria. Gesù,maestro autentico, rivela il significato pieno che la Tôrâ aveva nell’intenzionalità originaria di Dio, il supremolegislatore, restituendole il senso e la finalità che Dio aveva inscritto in essa. È questa la finalità originariache il discepolo del Regno deve comprendere e ad essa allineare le proprie azioni e le proprie parole,mettendo al bando ogni formalità.Gesù propone una «giustizia superiore», caratterizzata dall’adempimento senza compromessi della volontàdi Dio!

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