BATTESIMO DI GESÙ
VANGELO DELLA DOMENICA
(Matteo 3, 13-17)
In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi
battezzare da lui.
Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di
essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia
fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo
lasciò fare.
Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli
ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di
lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in
lui ho posto il mio compiacimento».
COMMENTO AL VANGELO
5 La festa del Battesimo del Signore costituisce l’ultimo giorno del Tempo di Natale e, in qualche modo, la
cerniera con il Tempo Ordinario che dal lunedì successivo si avvia con la sua prima settimana. Questa festa
è a conclusione della manifestazione di Cristo nel mondo, iniziata il giorno del Natale e passata per
l’Epifania. Tutti e tre i Vangeli sinottici riferiscono la tradizione sul battesimo che Gesù ricevette da Gio vanni
presso il fiume Giordano, come primo episodio della sua vita da adulto e soprattutto come evento iniziale e
programmatico del suo ministero pubblico.
Il rito purificatore dell’immersione nelle acque del fiume voleva essere, nelle intenzioni del Battista, un gesto
deciso di volontà di conversione, confessando pubblicamente a Dio le proprie colpe. Ma, volendo fortemente
fuggire ogni equivoco di poter essere identificato col Messia tanto at teso dalle folle, Giovanni ci teneva a
distinguere il proprio battesimo dal ben più potente e decisivo “battesimo” che sarebbe stato operato da
Gesù, «in Spirito Santo e fuoco».
Ciò che avviene al Giordano, quando Gesù raggiunge Giovanni, è un segno di enorme valenza teologica,
che prepara il culmine della redenzione operata da Cristo con la sua Pasqua: Gesù vuole immergersi nelle
stesse acque in cui gli uomini peccatori hanno desiderato simbolicamente essere purificati dai propri peccati
e perdonati. Egli vuole portare su di sé le conseguenze di quelle loro colpe e coinvolgersi pienamente nella
debolezza della carne umana, per poter farla “riemergere” dal fango e risollevarla prendendola per mano con
la sua misericordia.
Ed ecco che il Padre e lo Spirito, con una grandiosa epifania trinitaria, confermano in modo inequivo cabile
l’inizio di un’inedita opera universale di salvezza, che culminerà nell’evento pasquale.